È l’unica metropoli al mondo che si trova su due continenti. Una parte in Asia, l’altra in Europa. Una cerniera geografica, ma non solo. E non è un caso se l’antica Costantinopoli ha chiesto di entrare nell’Unione Europea. Mix straordinario tra Oriente e Occidente, Istanbul è davvero una terra di contrasti. Una città immensa, con 12 milioni di abitanti: più di lei, in Europa, solo Mosca e Londra.
Passeggiando nel quartiere di Sultanahmet, la città vecchia, si arriva dritti al cuore di Istanbul. Un’area così pittoresca che anche l’Unesco, nel 1985, l’ha dichiarata Patrimonio dell’Umanità. Ci si muove facilmente a piedi, perdendosi tra veri capolavori: la Basilica di Santa Sofia , prima chiesa, poi moschea, oggi museo; la Moschea Blu con i sei minareti e le maioliche colorate; la Moschea del Solimano , la più grande, che occupa quasi un intero colle. Uno dei sette, come a Roma. Entrando nella Basilica Cisterna, poco distante, si scopre la Istanbul sotterranea. La struttura, costruita da Giustiniano nel 532 per garantire acqua alla città in caso di assedio, lascia a bocca aperta: centinaia le colonne e le teste di medusa rovesciate, così suggestive da essere utilizzate, oggi, come scenario per concerti di musica classica.
Nel Palazzo di Topkaki si percepisce il potere ottomano: per secoli è stata la dimora dei sultani. Con un tour guidato si può entrare nelle 300 stanze che un tempo costituivano l’harem. L’edificio è molto vasto, serve mezza giornata per visitarlo tutto. Meno del tempo necessario per scoprire il Gran Bazar, uno dei mercati coperti più antichi e famosi al mondo. Sessanta strade, 5mila negozi e quasi 400mila visitatori ogni giorno. Dire che si trova di tutto è banale: la vista si confonde tra preziosi caftani, tappeti iraniani, abiti armeni e foulard di seta che ricordano l’atmosfera da Mille e una Notte. Ovviamente, trattare sul prezzo è d’obbligo.
Basta superare un ponte per lasciarsi alle spalle l’antica Costantinopoli e immergersi nella moderna Istanbul. È il ponte Galata, infatti, a segnare il confine tra le due anime della città. Pochi minuti e le acque del Corno d’Oro diventano un ricordo, lasciando il posto all’imponenza della Torre di Galata, costruita dai genovesi nel 1348. Con i suoi 62 metri garantisce un panorama favoloso su tutta la città. Poco più a nord, i negozi di antiquariato e i caffè del Tünel, piccola galleria un tempo capolinea dell’antica linea sotterranea. Una passeggiata lungo Istiklal Caddesi, un viale pedonale costeggiato da palazzi in stile Liberty, e si arriva in piazza Taksim, cuore del quartiere moderno.
Altrettanto interessante l’Istanbul Modern , primo museo turco di arte contemporanea. L’edificio – un tempo deposito doganale – ospita mostre permanenti e temporanee di pittura e fotografia, principalmente dedicate ad artisti turchi. Tra un quadro e l’altro, lo sguardo si allunga fuori dalla finestra, verso lo stretto del Bosforo. L’Asia è lì fuori, a pochi passi.